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Claudio Pistoia è nato a Catanzaro nel 1953 dove vive ed opera in Salita del Rosario n°2.
Dopo aver conseguito la maturità artistica nella sua città, per parecchi anni é stato presente sulla scena artistica conducendo ricerche e studi pittorici e partecipando a numerose collettive e manifestazioni.
Per motivi di lavoro è rimasto per lungo tempo lontano da Catanzaro ma continuando a proporre i suoi quadri sia in Italia che all'estero.
Sue opere si trovano in collezioni private in Italia, Francia, Germania e Venezuela.
"...egli, che nello scavo introspettivo aveva a lungo cercato se stesso negli altri, oggi ritrova gli altri in se stesso ed il suo stile diventa sempre più personale, sempre più autentico, nella noncuranza di schemi prefissati, dove l'osservanza di orientamenti può deturpare l’originalità del getto e condizionare a livello emotivo fino a ridurre la consapevolezza della propria originalità.
l'io narrante che, nelle opere della giovinezza, diventava l'io narrato, e che, attraverso l'immersione e la fusione di sé con il paesaggio, gli oggetti ed i personaggi descritti con linee arrotondate e colori vivaci, tentava l'artificio dell'oggettivazione, oggi racconta il Tu e lo descrive con atteggiamento distaccato, quasi realista, che gli consente di operare sulla tela senza i freni inibitori della coscienza.
Così l'uomo che ha lentamente, insistentemente e soffertamente raccontato l'uomo racconta l'Umanità ed il disvelamento dell'esperienza, che prima lo raccoglieva solamente, adesso lo raccoglie e lo apre e gli permette di operare su nuovi orizzonti artistici, per dare alla pittura quasi la funzione di gioco, attraverso il quale ricavarela caricatura solo apparentemente satireggiante della condizione dell'uomo di oggi...."
"La recente trasformazione artistica di Claudio Pistoia insiste sulla rappresentazione di figure con il capo rivolto verso l'alto, riprendendo forse inconsciamente la teoria pirandelliana dell'"Autonomia dei personaggi". Tuttavia mentre i personaggi vivi e veri del teatro pirandelliano avvertono il dramma di non poter relazionare con le persone, i personaggi della pittura di Claudio Pistoia superano questo limite, assumendo nei confronti delle persone una totale indifferenza, che viene fortemente evidenziata dall'assenza del viso e degli occhi e dall'incapacità di leggere nella loro anima in maniera chiara e compiuta.
Tale indefinito mantiene la vitalità e la verità dei personaggi e aggiunge quel mistero, quell'inaccessibilità che diviene elastica adattabilità alle ipotesi più varie e quindi molteplicità che spinge verso l'universalità semantica."
Peppino Scalzo
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